Fogli poetici di Alessandra De Santis

alessandra de santis

Fin dai tempi della scuola media scorreva in Alessandra De Santis la vena poetica, che si manifestava nei suoi elaborati, sempre originali e creativi, nella contemplazione del paesaggio davanti alla finestra, mentre sorseggiava la tazzina di caffè, nella corrispondenza epistolare con l’artista lucana Maria Padula, che le inviò alcuni scritti inediti di Rocco Scotellaro.

La sua sensibilità letteraria si è affinata, negli anni, con gli studi universitari a Firenze, Roma e con i numerosi viaggi per il mondo.

Testimone del proprio tempo, in questa raccolta Alessandra si presenta con uno stile denso e leggero, sobrio e ritmato, ad andamento narrativo. La voce narrante, sommessa e calda, diviene canto del dolore e dell’amore intorno ad alcune tragedie del nostro tempo. Si considerino, in tal senso, l’attacco terroristico a Parigi, i naufragi nel Mediterraneo, la morte di Anna Politkovskaya, le bambine kamikaze.

La cruda irruenza dei fatti atroci sembra stemperarsi nei ricordi di infanzia, negli affetti più cari, e nell’incontro con Michail Corbačëv.

La De Santis ha la capacità di cogliere il mistero che è dentro il reale e saperlo trascrivere con immediata ricchezza di immagini.

Nella sua poesia c’è tutta una vita vera, un alternarsi di visioni ora tristi ora liete, un confrontarsi con il reale, un emozionarsi di fronte alle bellezze della Lucania, un raccontare il rapporto tra stati d’animo, sensazioni e sentimenti.

La De Santis senza ombra di dubbio avrà ancora molto da pubblicare e questo pamphlet non è che l’inizio di un lungo percorso.

Teresa Armenti

Bambine kamikaze della Nigeria

(La primavera araba)

Dovevi essere a scuola
o forse dovevi essere a giocare,
tra le farfalle e i fiori del tuo bel paese.
Oppure forse dovevi essere a danzare
con le scarpette rosa al saggio di inizio anno.
Qualcuno, la tua mamma, la sorellina
avrebbe dovuto pettinare i tuoi bei capelli
dorando con profumi e creme le tue manine.
Il mondo urla in francese la sua libertà.
E tu esplodi nella tua schiavitù.
Dovevi essere a giocare e a sorridere nel tuo giorno.
Ma hanno messo una bomba nel tuo vestito
e giocando sei volata in alto.
Come su un’altalena hai toccato il cielo
e poi non sei più tornata tra i tuoi fiori.
Forse stavi danzando una musica
di cui conoscevi, non conoscevi i passi.
Sarai inciampata su una nota strana.
Una nota che non stava sulle corde.
Un’idea di giustizia divina,
che di divino ha solo la tua innocenza.
Ti sei portata in alto con le tue scarpette
in una danza che ballerà per altri
nel gioco triste degli adulti,
che hanno visto una farfalla
e ne hanno fatto un bozzolo segreto.
Forse dovevi essere a giocare tra il suono del vento
nella piazza affollata dal chiacchiericcio del mercato.
Forse dovevi essere a dormire nella quiete dei tuoi anni.
Ma qualcuno ha deciso di regalarti alla tempesta.

(p. 6)

Nota biobibliografica
Alessandra De Santis, nata a Castelsaraceno nel 1972, ha vissuto la sua infanzia nel paese nativo. Dopo aver conseguito la Laurea in Storia Contemporanea all’Università degli Studi di Firenze, ha proseguito gli studi con il Master di Dirigente di Servizi Culturali e Socio-educativi. Finita l’esperienza fiorentina tra lavori saltuari e belle esperienze culturali, si trasferisce a Roma, dove comincia la sua collaborazione con il partito politico Democratici di Sinistra. Coordina prima il Dipartimento Enti Locali, poi il Dipartimento Riforme Istituzionali. Funzionario politico del Partito Democratico, attualmente lavora all’Ufficio Legislativo presso il Gruppo Pd della Camera dei Deputati. Ha frequentato il corso di formazione della Fondazione Italiani Europei, Ripartire dal territorio, diretta da Carlo Padoan, i corsi della Scuola di Buona Politica, presso la Fondazione Basso, diretta da Laura Pennacchi. A febbraio ha ritirato nella cerimonia ufficiale tenuta dalla Presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini, il diploma del prestigioso Istituto per la Documentazione e gli Studi Legislativi. Dopo anni che l’hanno vista impegnata fuori dalla Basilicata, nel 2007 si candida alle elezioni amministrative di Castelsaraceno; con il Sindaco Domenico Muscolino ricopre l’incarico di Assessore per cinque anni, curando tutti i rapporti con gli enti istituzionali e cercando di lasciare un piccolo segno del suo impegno nel territorio: dalla progettazione della biblio-mediateca alla ristrutturazione dell’istituto scolastico; dalla creazione dell’Archivio Storico alla “chiacchierata” nuova toponomastica. Eletta all’assemblea nazionale del PD nel 2008 e dopo aver concluso la bella e impegnativa esperienza di Assessore al Comune di Castelsaraceno, rientra a Roma, ringraziando il marito per averla pazientemente attesa.

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