Poesie inedite di Vincenzo D’Alessio

Vincent-Van-Gogh_04

Vincent Van Gogh

ai giovani del Sud

Il Cristo che guarda
dall’edicola ha occhi
socchiusi al patire
ai piedi un lumino
devoto fiori appassiti
All’incrocio il pullman
raccoglie studenti
nell’alito gelido dell’Est
Barcolla la fiammella
voci sommesse
aspettando il domani
senza troppo tormento.
*
Mani pazienti gesti antichi
Giosuè sforna pizze veloce
piccoli soli intrisi di polpa
intensa di pomodoro
Ogni sera la sfida
con gli avventori
il forno canta una calda
canzone: cresci in silenzio
pane del buono
rendi alla labbra
la nostra passione.
*
Maria, cuore bambino
occhi di lacrime
vita di fatica,
verdura e frutta
avventori impudenti
Ogni giorno un alveare
Torni stanca al focolare
spegni il fuoco del dolore
con la fiamma dell’amore.
*
Tu non conosci il mare
indaco tra cielo e terra
l’urlo senza sosta sugli scogli
l’ebbro spruzzo dei venti,
non dorme non tace
cerca nelle ali del gabbiano
il tepore del sole.
Che vuoi ? Non sapere
triste eredità degli uomini
confonde sabbia e sassi
ai piedi nuovi.
*

a L.Cavaliere

Scopro l’orizzonte
negli occhi dell’uomo che
al mattino si piega sotto
l’incudine del sole
la rabbia della pioggia
gli umori della terra
è un arco ricurvo, saetta
nelle mani energia
di vita, nei solchi
le stagioni del mito.
*

a D.Cipriano

Guardia sto sul tuo dorso
come una cometa di ghiaccio
fino a primavera, pietre e
camini fumosi nel solco
degli anni disperso nelle voci
dai bar: ragionano quaranta
carte tutta una passione
i giovani tornano come
rondini sopra tetti rossi,
nella chiesa vegliano
sogni nel tabernacolo d’argento
Ripa e il suo testamento.
*

a E.Marangelo

Portami più spesso a cantare
nel giardino dove ridono i passeri
tra i limoni e il verde profumato degli aranci.
Conducimi per mano alle parole
così forti, cucite nell’abito sonoro
che indossi quando recitiamo
i canti di Saffo, le ali del sole.
Piccole foglie nel viale dormono
nella terra nuda dei miracoli
abbracciate alle orme che lasciamo.
Memorie recitiamo di altri padri
che specchiarono nel pozzo il loro
viso, sorridono mentre guidi
il coro delle forme sul tuo palco.
*
Ci siamo addormentati stanchi
della zappa la rabbia nel cuore
Ci siamo svegliati senza terra
con le stalle vuote
Dio vuole triste sorte
nostre lacrime amare
nei sogni dei figli
sempre lontani.

Vincenzo D’Alessio

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