Riflessioni sulla pittura di Vincenzo PELLITTA

bkpam273526_gentilucane_roccoscotellaro_mostra_pellitta_2010_5

VINCENZO PELLITTA, classe ’48, nato a Rotondella (prossima alla lucana e marina Nova Siri dell’altro maestro, il pittore basilisco Gaetano Di Matteo) nella provincia di quella Matera che nel 2019 dovrà svolgere l’arduo compito d’esser Capitale Europea della Cultura, ma che dal 1976 vive nella Vigevano di Lucio Mastronardi, dipinge dal 1970; inizialmente dipinge paesaggi all’aperto, approfondendo la tecnica del ‘chiarismo lombardo’ per poi frequentare il corso di disegno e pittura di Oronzo Mastro”. Fino ad arrivare a scegliere, dopo una formazione di sperimentazione varia, come forma condizionamento principale della sua forma d’espressione le linee informali punteggiate di surrealismo. E dal 1992 “inizia un recupero per l’interesse estetico costruttivo, dipinge prima una serie di opere geometriche ad olio e poi il suo interesse si rivolge al materiale nella sua trasformazione. Il disegno ricavato dal pieno-vuoto – spiega ancora lui stesso – è realizzato con la tecnica della tranciatura su metallo eseguita nei primi anni della ricerca facendo uso di trance meccaniche, in seguito usando punzonatrici meccaniche computerizzate e successivamente con macchine computerizzate a taglio laser. Dal 1992 al 2002 opera incollando le lastre di metallo ‘precedentemente ritagliate’, su tavola e dipingendo lo sfondo con le varie tonalità di grigio e nero. Dal 2002 inserisce nelle strutture anche il colore. Dal 2007 usa anche incollare sullo sfondo pellicole specchianti, indagando sul tema specchio-luce. La sua ricerca artistica si evidenzia in forme geometriche, sia operando su lastre di metallo sia sui vari supporti con tecniche tradizionali”; fra le altre cose e decine di mostre ecc. più riconoscimenti vari, dal 2011 cura pure una rubrica d’arte sul settimanale L’Informatore vigevanese: interessante il suo saggio breve di recente pubblicazione sul citato spazio giornalistico: “La breve vita di Pellizza da Volpedo e la potenza del suo Quarto Stato”. Dal 12 al 16 marzo 2016, il Castello Isimbardi della pavese Castello D’Agogna ha ospitato la sua mostra “Mondi geometrici-una traiettoria dal 1992”, curata da Giuseppe Castelli. “(…) Quando Pellitta scopre i ritagli d’alluminio, d’acciaio, ma anche di altri metalli, sempre tutti uguali, prodotti di scarto delle trance meccaniche in lavorazione, la sua evoluzione artistica vive in una fase dai sorprendenti sviluppi. Un’occasionale esperienza a contatto con la filosofia contemporanea gli apre un insperato spiraglio di conoscenze sui rapporti spazio-tempo (…)” (Castelli); dall’olio su pelle incollata su tavola. Detto ciò, ci permettiamo un consiglio: i colori e le forme spaziali delle opere realizzate in acrilico su tela fra il 2014 e il 2015.

NUNZIO FESTA

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...