41. LE POESIE E LA MUSICA DI TOMMASO PRIMO

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© RUBRICA “SGUARDI E ASCOLTI DAL MONDO” a cura di M. Lizzadro

Tommaso Primo è un giovane cantante ed autore napoletano che mischia nella sua musica ritmi da tutto il mondo ed i testi delle sue canzoni sono estremamente ricercati e raffinati. La lingua in cui si esprime è il Napoletano, che ben si adatta alla contaminazione di generi e stili poetici e musicali. L’esordio di questo giovane cantante ed autore di canzoni avviene molto precocemente, infatti già durante la sua adolescenza comincia a suonare ed a comporre le prime canzoni. Ma è nel 2013 con il singolo “Gioia”, scritto e cantato con il cantante e poeta senegalese Ismael, ad imporsi all’attenzione del pubblico e della critica ed a farsi notare nel panorama della musica emergente. Ed è sempre nello stesso anno che pubblica il suo primo disco: “Posillipo Interno 3” sei canzoni delicate e poetiche, ben arrangiate che parlano di odori e colori di Napoli, di passeggiate a Posillipo e di povertà, di stelle cadenti e vicoli. Si passa da “Gioia” storia di un esodo e di immigrazione, di gioia che viene e che va via, gioia per i figli che verranno, gioia di chi non da troppa importanza al giudizio degli altri, gioia di ritornare nella propria casa alla sera a “Addore” che comincia col suono di un violino e parla di questi geni analfabeti che camminano per strada in cerca di un bacio da qualche ragazza, di panni stesi ad asciugare al sole ed odori del mare. Poi si passa a “Salita Paradiso”, che è un invito a seguire rivolto ad un nipote lungo la salita che porta al Paradiso, sempre fra suoni odori e colori di quella meravigliosa città che è Napoli. Questa canzone come tutto il disco sembra pieno di riferimenti autobiografici. Ed arriviamo alla canzone che da il titolo a tutto l’elleppì: “Posillipo interno 3, una vera e propria poesia di amore, parole e musica per descrivere il sentimento più bello che c’è. Poi è la volta di “San Pasquale a Chiaia” in cui il personaggio cerca di vedere la sua amata, il suo amore a San Pasquale a Chiaia fra odore di caffè e di mare. Infine questo disco si conclude con: “The White Virgiliano’s man” che a differenza del titolo è un pezzo in dialetto Napoletano come tutto il resto di questo bellissimo disco d’esordio di Tommaso Primo. Nel 2015 è la volta del meraviglioso: “Fate, Sirene e Samurai”. Questo meraviglioso disco può essere suddiviso in diverse tematiche principali: le fate che rappresentano il Brasile, quindi la musica Brasiliana, la poesia di Caetano Veloso e le sonorità world africane e latine. Poi ci sono le sirene cioè la musica Napoletana dai grandi classici a sonorità più recenti. Ed infine il Samurai che rappresenta il Giappone moderno i fumetti manga ed altro. Il disco comincia con: “Flavia e il Samurai” con una sezione di archi interrotto dall’arpeggio di chitarra e dalla voce di Tommaso Primo che parla di maccheroni e mandarini, mele “a nurca” ed arance le cosiddette arance del Portogallo più comunemente definite “purtuall”, di una casa fatta di mandorle in cui il Samurai e Flavia fanno l’amore. Poi è la volta di: “Prayer for Kumbaya”, che racconta di Africa e solitudine, una preghiera zeppa di amore e colori, una pioggia di emozioni e suoni dal mondo. La terza perla di questo meraviglioso disco è: “Neapolitan love stories” altra storia di amore e sentimenti col suono di una banda che tanto ricorda sonorità brasiliane cariche di allegria e di gioia. Poi c’è: “Stella” una ninna nanna che incita a dormire ed a sognare cose belle al ritmo di suoni jazz che ricordano il pianismo di grandi interpreti storici della musica jazz. Con “Metafisica” si ritorna allo stile di Tommaso Primo, suoni mediterranei e parole incastonate come gioielli in una bella collana per raccontare la storia di una bellissima ragazza del Vomero detta “fata”. La canzone successiva è “Caramella” storia di una ragazza che cerca il bene negli altri, angeli e cherubini le chiedono dove vuole andare e lei risponde: “in Paradiso dove gli unici ad esprimersi sono i canarini” insomma “caramella” vorrebbe fuggire via pur di non sentire le maldicenze della gente. Arriviamo a: “Bumba Meu Boi” che parla di sangue e terra, di stormi di uccelli che preannunciano che ormai l’inverno è passato e la nuova stagione sta per arrivare. Arriviamo a: “Viola” che racconta della determinazione di un giovane che spera di sposare la bella Viola con insistenza come “o pappice a noce”  nonostante alla fine la bella Viola venga arrestata per favoreggiamento della criminalità organizzata, il tutto condito con un coro di voci che rimandano un’altra volta a sonorità world music. La canzone successiva è: “Anime e cartoon” che parla di fumetti manga, Super Saiyan e Peter Pan al ritmo di samba. Questo meraviglioso disco si chiude con “Lena” storia di una giovane ragazza che si innamora di un ragazzo e poi si ritrova a vendere il proprio corpo, con arpeggi di chitarra. E io ho finito le parole, buon ascolto!

Mariano Lizzadro

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