42. LA MUSICA E LE STORIE DI LUCIO CORSI

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© RUBRICA “SGUARDI E ASCOLTI DAL MONDO” a cura di M. Lizzadro

Scrivere una canzone per me vuol dire raccontare una storia, descrivere situazioni o emozioni di precisi momenti, mischiando fatti reali a cose fantastiche.”  (Lucio Corsi)

Lucio Corsi è un giovane cantastorie di Val Campo di Vetulonia in provincia di Grosseto nella Maremma Toscana. Somiglia un po’ ad un antico musicista di quelli che giravano nelle piazze di paese raccontando, con chitarra e parole con musica e poesia, storie incredibili. Fra leggende di bambini, falene che diventano astronavi, fra tute sportive e vestiti eccentrici, fra bucoliche camminate in campagna ed enormi case cittadine, Lucio Corsi da vita al suo immaginario ed al suo mondo interiore: una poetica bucolica e stravagante che colpisce fin dal primo ascolto. Personaggio bizzarro e strano e dalla grande capacità immaginativa, Lucio Corsi comincia molto presto a suonare la chitarra, fin dalla tenera età. Nel 2015 pubblica il suo primo disco che in realtà raccoglie i suoi primi due Ep: “Vetulonia Dakar” e “Altalena Boy”: Nel suo primo Ep: “Vetulonia Dakar” la protagonista principale è la campagna di Vetulonia e per estensione la maremma e tutti gli strani personaggi umani e animali sia reali che fantastici, che la popolano. In “Altalena Boy” lo sguardo di Lucio Corsi si rivolge dalle campagne maremmane alle città. “Altalena Boy” è una canzone che racconta la storia di un bambino che dopo un giro della morte su una giostra scompare e le chiacchiere di paese diventano sempre più incessanti fino a trasformare questo bambino e la sua scomparsa in una vera e propria leggenda, appunto la leggenda di Altalena Boy che “qualcuno ha visto volare sul cielo del Giappone col mantello di Zorro”, usando le parole dello stesso Corsi. “Alieni” racconta invece l’atterraggio in una piazza di paese di alcuni extraterrestri e del fatto che le persone di quel paese si rendono conto che loro non possono andare così in alto come hanno fatto quei marziani. “L’astronave” invece racconta la storia di un amore fra le mura medicee di una antica città,, una bella canzone d’amore ambientata a Grosseto. “Godzilla” è una canzone surreale e straniante popolata da cimici, formiche e falene e dell’immaginazione di un bambino che rispetto a questi insetti si sente grande appunto come Godzilla. “Migrazione generale dalle campagne alle città” comincia con Gesù che interrompe una partita di calcio ed un fioraio che decide di spiegare alla popolazione che tutti i palazzi vogliono diventare dei grattacieli. Questa canzone si riferisce ai palazzoni di Milano,  dove lo stesso Corsi si è trasferito per un periodo della sua vita. Un esercizio di fantasia per dare un’anima a tutti quei palazzoni guardandoli con altri occhi. “Dinosauri” racconta del viaggio di ritorno da Milano a Grosseto. “Søren” è una canzone che parla di salvare il mondo da una marca di abbigliamento sportivo, in cui la vita delle farfalle è presa come esempio di libertà. “Le api” mischia fantasia e realtà, immaginazione ad esperienze reali, per raccontare della rabbia che prende le persone un po’ come quando alle api gli togli il miele. “Cocomero” racconta della consapevolezza alimentare ed in generale di come essere consapevoli nella vita sia importante “una canzone contro un certo modo di scrivere testi”, parafrasando lo stesso Lucio Corsi. . Chiude il disco la bellissima “Canzone per me” che racconta dell’incapacità di ristabilire legami spezzati, storie d’amore finite. Guardare gli insetti e immaginarli enormi, raccontare di un bambino che per primo è riuscito a fare il giro della morte in altalena, far partire un’astronave da Vetulonia per farla atterrare a Milano, ecco che se chiudo gli occhi e penso a Lucio Corsi mi vengono in mente queste parole:   poesie, vivacità, ironia, fanciullo, irriverenza, menestrello. Alcuni giorni fa, ad inizio Febbraio del 2017 è uscito il secondo disco di Lucio Corsi: “Bestiario musicale”. Le otto canzoni di questo disco sono intitolate come otto animali tipici della Maremma Grossetana e sono tutte suonate in maniera acustica, sembrano poesie musicate e notturne. Apre il disco “La civetta” che parla della civetta e dei gufi e dell’immaginario che vorrebbe questi animali portatori di sfortuna e di brutti presagi. Si continua con “La lepre”  che parte dall’allunaggio di una lepre che con un gran balzo ci arriva prima dell’essere umano per l’appunto sulla luna senza aver fatto nessun calcolo. L’osservatorio spaziale di Houston negli Stati Uniti diventa il luogo preferenziale da cui osservare questo strano allunaggio della lepre, il luogo da cui si dipana questa strana storia.”La volpe” è la storia di una volpe che diventa grande come un elefante, poi si trasforma in volatile. Sembra una filastrocca ancestrale, uno scherzoso e surreale testo questa canzone che riflette anche sul rapporto genitori figli. Il viaggio in questo “Bestiario musicale” continua con “L’upupa” che racconta di un improbabile movimento punk nato fra le piante e gli animali della foresta e con l’upupa che: “canta allegra le sue origini di zebra e se ne frega di chi la vede come un male, come un ponte fra il mondo dei vivi e delle ombre” usando le parole dello stesso Lucio Corsi. “Il lupo” è una canzone che parte dal luogo comune che ci porta a dire: in bocca al lupo … speriamo che crepi. Il lupo, Lucio Corsi, lo vorrebbe far morire di dolore a causa dell’amore. Una storia d’amore fra questo  lupo e una donna falco che vola in alto, poi con una donna talpa cieca con gli occhi sempre chiusi, poi con una donna vento ed infine con una donna lisca. Però alla fine si trasforma e come nel luogo comune si spera che questo lupo rimanga vivo per tantissimi altri anni. E’ la volta de “L’istrice” che immagina un mondo in cui se gli aculei dell’istrice fossero merce preziosa gli istrici diventerebbero degli animali da proteggere e da allevare contro la loro stesa natura che li vuole da sempre animali da evitare. Il viaggio fra questi strani animali continua con “Il cinghiale” che deve proteggersi dalla caccia e dai finti militari che lo vogliono catturare. Questo “Bestiario musicale” si conclude con “La lucertola” che firma un accordo con le vecchie case di un paese e che alla fine per sopravvivenza ha abbandonato le ali dei draghi e si è abituata a vivere in un mondo in cui parafrasando lo stesso autore: “prima c’era più spazio sia in cielo che in terra ma via ora è tutto negozio tutta pizzeria”. La musica e le parole di Lucio Corsi sono preziose, sono degli scrigni zeppi di fantasia. I nessi fra la nostra società e questi strani animali e queste strane e strambe storie di questo cantastorie sono molto evidenti. Ad esempio mi colpisce molto che le voci di tutti i personaggi sia animali che umani, siano “diverse ed altre” rispetto al coro di questa nostra società così univoco ed uniformante. Ed è appunto in questa sua alterità che consiste la principale cifra stilistica e la poetica di questo giovane cantastorie, che con le sue poesie e la sua musica con la sua chitarra acustica e le sue parole riesce a toccare sia i bassifondi che le vette dell’animo umano.

Mariano Lizzadro

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