Attraverso l’acqua, Enzo Avitabile e Francesco De Gregori

Attraverso l’acqua

Testo di Enzo Avitabile e Francesco De Gregori
Musica di Enzo Avitabile

Pecché m’addimane si songo italiano,
si songo ‘e ll’Euròpa o songo africàno?
Si parlo cu ‘a vocca, respìro cu ‘o naso,
si tengo ‘na mamma, chi Ddio m’ha criàto.
Lampidusa, scùmma, vàrca, attraviérzo acqua…
Lampidusa terra ‘e miézo, sperànza…

Sono un palo di legno piantato nel mare,
un peso specifico da sollevare.
Sono qui per la cinta dei pantaloni,
per la mano che acchiappa, per la schiena che scappa.
Ogni creatura è un’isola davanti al mare,
ogni creatura è un’isola nel mare.

Aràpeme ‘a porta, aràpeme ‘o core,
cómm’ io farrìa a te, nùn me dicere no.
Sono un’immagine sacra, sono un angelo negro,
la fine di un vicolo cieco.
Sono la scarpa che vola, il gasolio che scivola,
un posto d’aggiungere a tavola.

Lampidusa, scùmma, vàrca, attraviérzo acqua…
Lampidusa terra ‘e miézo, sperànza…

Sono qui per la sete e la fame.
Sono stato un guerriero e un falegname.
Sulla spiaggia mi poso come un pezzo di pane,
una goccia di resina o un grano di sale.
Ogni creatura è un’isola davanti al mare,
ogni creatura è un’isola nel mare.

da Lotto infinito, di Sergio Avitabile, 2016

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