Una poesia di Gina Labriola

A zia Rosina

Per quanti anni
le tue mani
spezzavano pani
per la nostra infanzia
e per i passeri
e non chiedevi perché
i passeri esistono
e perché noi crescessimo
e quanti fossimo alla tua mensa,
confusi ai passeri,
anche tu come un passero
beccando briciole d’estate,
e non chiedevi
se fosse poco o tanto
e non temevi
stanchezza d’autunno.

La nostra infanzia
era la fragranza del pane
sulla tua mensa
fiorita, fra le tue mani
di margherita gialla

(30 marzo 1974)

Gina Labriola, Alverare di specchi, Editori Laterza, 1974

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