Intervista al pittore Carlo Battista

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Carlo Battista, lavoro da morire/acrilico maschera in cartapesta e mt su tela 80×100

Carlo Battista è un pittore autodidatta originario di Chiaromonte, paese situato nel parco naturale del Pollino, in provincia di Potenza. E’ nato nel 1968. Attualmente vive a Baragiano ed è un mio amico da più di trent’anni. Ho seguito con ammirazione il nascere e lo svilupparsi di questa sua grandissima esigenza interiore e passione per la pittura.
Ogni artista ha un modo di esprimersi peculiare e Carlo ama esprimersi utilizzando principalmente “la tecnica del collage e dell’assemblaggio. Usando materiali di riciclo, quali: giornali, riviste, cartoni, lattine, sughero, polistirolo, manifesti pubblicitari, filo di ferro, pietra, sabbia, fumetti, yuta, jeans, tappi a corona, video cassette, e musicassette e altro; il tutto assemblato e dipinto con colori ad olio acrilici e vernici industriali su vari supporti quali tela, masonite, cartoni, ante di cucina componibile, polistirolo” come afferma lo stesso Autore sul suo blog: www.strappi.blogspot.it.
Ha partecipato e partecipa a numerose mostre collettive e personali importanti. Con Carlo ogni volta che ci vediamo è un piacere, ci gustiamo un buon caffè e parliamo di musica, di poesia, di pittura, di politica ed anche di noi: di quello che stiamo facendo ognuno nella propria vita.
Ed è con questa naturalezza che rivolgo alcune domande a Carlo Battista.

La prima cosa che voglio chiederti è come è nata questa tua passione, cioè che molla è scattata dentro te affinché cominciassi a dipingere?
La molla che è scattata dentro di me a far si che cominciassi a dipingere  è  stato il bisogno, l’urgenza di comunicare qualcosa che  avevo in testa (“oltre l’utilità di arredare casa”)

Un’altra cosa che mi incuriosisce molto è se esistono e quali correnti pittoriche e quali pittori ti hanno colpito di più in questo tuo percorso pittorico? In altre parole: se esistono, quali sono state e quali sono, gli artisti e i movimenti pittorici che maggiormente  ti hanno emozionato e quelli che continuano ad emozionarti?
Sicuramente si, esistono correnti pittoriche  e pittori che mi hanno influenzato nelle mie scelte partendo dal Dadaismo  degli anni venti all’Informale degli anni 50 poi Nouveau Realisme, New Dada e Pop Art anni 60. Per quanto riguarda gli artisti uno per tutti Mimmo Rotella (artista calabrese trasferitosi in seguito a Milano) con i suoi Dècollage. Io credo che attraverso lo studio di questi periodi artistici ho trovato ottimi spunti tutt’ora attuali  per la realizzazione di varie opere per questo emozionanti. Non voglio dilungarmi troppo su questo rischiando di  essere noioso.

Come nascono le tue creazioni? Cioè descriveresti come una tua emozione, una tua idea riesci a trasformarla in un quadro?
Le mie creazioni nascono da diverse mie riflessioni sul mondo che mi circonda e sulla mia interiorità, quindi sicuramente si il tutto è legato a quello che mi  emoziona  che poi diventerà un dipinto (forme, oggetti, profumi, pensieri, ansie). Se alla fine il lavoro non mi emoziona abbastanza lo rifaccio.

Poi un’altra cosa che ti chiedo è una tua opinione sul panorama pittorico attuale, cioè se fossi un collezionista o un gallerista con tanti soldi a disposizione su quali pittori contemporanei punteresti?
Il mondo attuale dell’arte è abbastanza vario e folto, quindi difficile da orientarcisi. Comunque quando si sceglie un dipinto la prima cosa che uno pensa io lo metterei nel mio salotto, soggiorno, studio o camera da letto insomma a casa propria. Dopo questa fase si passa alla seconda lo faccio per arredare oppure come investimento vero e proprio finanziario intendo. Fra  i più quotati attualmente l’inglese Damien Hirst, oppure Jeff  Koons  americano. Questi fra i più costosi poi ci sono artisti italiani della transavanguardia (corrente artistica  italiana tanto cara ad Achille Bonito Oliva  di cui lui stesso è stato l’inventore) artisti come Enzo Cucchi, Mimmo Palladino. Oppure l’artista italiano piu quotato nel mondo attualmente Maurizio Cattelan. Io mi accontenterei anche di avere opere di Rotella oppure di Schifano Oppure Alighiero Boetti. Insomma il panorama pittorico attuale è veramente vario,  questi sono alcuni  famosi ma poi c’è tanto altro. Detto questo vorrei dirti a microfono spento (si parla tanto di arte come espressione dei sentimenti interiori ma in realtà a questi livelli è solo mercificazione  industriale  della stessa ). “Manzoni l’aveva  ribadito  negli anni 50”

Un’altra domanda che voglio farti è che siccome è opinione comune che l’arte serve a vivere meglio, mi spiegheresti se ed in che modo la tua arte ti aiuta a vivere meglio?
L’arte sicuramente aiuta a vivere meglio sopratutto  se si riesce a vivere della propria arte. Nel mio caso è semplicemente una valvola di sfogo quindi anche a me aiuta  a vivere  meglio. In essa io metto tutta la mia rabbia e i miei desideri.

Un’altra cosa che voglio chiederti è che significato ha per te la tua pittura?
Un  viaggio interiore che mi aiuta nel cammino della vita moderna.

Infine se c’è una cosa che vuoi dire a quelli, fra cui ci sono anche io, che hanno la fortuna di poter ammirare le tue Opere?
Cosa posso dire a chi come dici tu ha la fortuna di ammirare le mie opere se non: godete della visuale di esse? Concludo con un messaggio ecologico tutti gli oggetti che ci circondano possono avere una seconda vita (una sorta di pittore spazzino!)

intervista a cura di Mariano Lizzadro

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