“Il grigio e l’azzurro – Racconti di vita urbana” di Marina Nasti

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Marina Nasti, Il grigio e l’azzurro, Racconti di vita urbani, Macabor 2018

E’ una lettura che ho trovato molto interessante quella di “Il grigio e l’azzurro” – Racconti di vita urbana” di Marina Nasti, uscito per i tipi della Macabor Editore nella collana Nodi nel febbraio scorso. Si tratta di sette storie che l’autrice ambienta nella periferia urbana della capitale, tra agglomerati freddi e accoglienti, spietati e dolci, in cui sono presenti tutte le dinamiche  disperate e contraddittorie dei luoghi marginali “qui in questa fetta della città ritagliata e dimenticata fuori dal raccordo anulare, sembrava sempre di essere vittime di non si sa quale congiura sociale che negava anche solo il pensiero o la speranza di risollevarsi” (p.10).
Tra le mura, le strade di una città solitaria e troppo indifferente, l’autrice scandaglia storie di paura, di  sogni, di disincanto, di libertà, di speranza “C’è una strana umanità. Vera, profonda, recondita, orgogliosa, che non chiede aiuto, ma lo cerca, come Fabrizio, quella notte. E come Francesca, che faceva finta di dormire…” (p.4). I temi sociali e i rapporti interpersonali sono al centro di questi racconti di vita quotidiana in cui giovani, uomini e donne di mezza età, anziani, vivono le loro esistenze solitarie, fatte di sacrifici, di occasioni mancate, di sforzi per restare a galla “un lento e continuo sopravvivere in mezzo al cemento” (p.32).
La riflessione e la denuncia si fa forte nel racconto “La forza del cuore”, lì dove l’autrice utilizza una bellissima metafora molto ben riuscita,  per descrivere la città che separa e che unisce “Ci sono strade e percorsi paralleli vicini, che non si incontrano mai. Così è la vita di questa splendida e disgraziata città  che è Roma: chi vive su un binario non saprà mai cosa succede sull’altro, o meglio, forse lo vedrà,  con ammirazione e voglia di arrivare, o con sdegno e disapprovazione… ma ognuno rimarrà nel suo percorso. A meno che, d’improvviso, come un fragoroso e inaspettato temporale estivo, non intervenga qualcosa a farci cambiare strada. E a farci vedere magari  come ce la caviamo su un altro binario, o cosa c’è di così favoloso su quell’altro” (p.40).
La forza di questi racconti sta proprio nel fatto che l’autrice non cristallizza una situazione, una storia, un personaggio, lascia apertura, possibilità di cambiamento e di svolta. E questo in virtù di una umanità, di un coraggio e di una speranza che non hanno mai fine. I protagonisti della “sua” città vivono, si ribellano, si ritrovano, non scendono a compromessi, non barattano la loro dignità e la loro identità per convenienza. Quando si tocca il fondo e la vita sembra ormai spacciata, accade a volte che tra il grigio si cerchi l’azzurro.
I racconti si sono classificati al I° posto al Premio Letterario Macabor 2017 per la Sez. C – Raccolta inedita di racconti e sono stati pubblicati nel volume “Il grigio e l’azzurro” a cura dalla casa Editrice Macabor.

Un riferimento al libro qui

Maria Pina Ciancio

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