TRA STORIA E FANTASY: ASSASSIN’S CREED

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“Dove altri uomini seguono ciecamente la verità, ricorda: nulla è reale. Dove altri uomini sono limitati da moralità o legge, ricorda: tutto è lecito. Noi lavoriamo nell’oscurità per servire la luce. Noi siamo Assassini.”

Assassin’s Creed è una celebre saga videoludica, letteraria e cinematografica che unisce abilmente storia e fantasy. La trilogia letteraria di cui intendo parlare (Rinascimento, Fratellanza e Revelations), letta complessivamente in un mese, ha come protagonista Ezio Auditore, eroe fiorentino, la cui esistenza viene collocata da Oliver Bowden tra la fine del Quattrocento e il primo ventennio del Cinquecento. L’autore crea una storia parallela a quella che noi tutti studiamo a scuola, tessendo le due trame e creandone una compatta e organica, che ha affascinato milioni di lettori e videogiocatori. Motore principale degli eventi narrati è la lotta eterna tra le due fazioni che regolano il Mondo: Assassini e Templari.

I primi vengono presentati come i paladini della giustizia, i difensori della libertà, della democrazia- i “buoni”, insomma- mentre i secondi rappresentano tutto ciò che si oppone a questi sacri valori, come la sete di potere, i privilegi, la tirannide- sono quindi i “cattivi”.

I due Credi si affrontano continuamente, dando vita a battaglie cruente e senza esclusioni di colpi, animando i grandi conflitti storici paralleli.

Il primo scenario che l’autore offre all’intreccio è la Firenze Rinascimentale, guidata dalla cosiddetta “Signoria Mascherata” dei Medici: un paradiso culturale, fiorente e prosperoso dal punto di vista artistico, come ben sappiamo, è fecondo dei valori diplomatici e democratici.

Il protagonista, Ezio Auditore, si interfaccia con la realtà medicea, diventando sostenitore e amico dell’uomo più influente del tempo, Lorenzo De’ Medici (secondo la trama, la casata Auditore era strettamente legata al nome Medici).

Nonostante il clima culturale fosse dei migliori, come ben sappiamo, Firenze era tormentata da malumori interni: l’opposizione, necessaria ai fini repubblicani, sfociò poi in una sanguinosa congiura, capitanata dalla famiglia Pazzi che, insieme ai Medici, portava uno dei nomi più antichi di Firenze. Al conflitto storico, che a distanza di secoli continua ad affascinare studiosi, scrittori e lettori, l’autore giunge un’incompatibilità di fondo che segna la ragione per cui esistevano inimicizia e invidia tra le due famiglie: ai fini di trama, i Medici costituivano un importante alleato alla Causa degli Assassini, mentre i Pazzi, invece, erano tra i capostipiti dell’Ordine dei Templari. Ezio Auditore prende parte allo scontro, combattendo per i Medici e ricoprendo un ruolo decisivo nel salvataggio del Magnifico, da cui, poi, verrà largamente ricompensato.

La scena si sviluppa poi a Roma, nei pressi della Curia Papale, dove Ezio, affiancato da altri Assassini, tra cui lo stesso Niccolò Machiavelli, si batte per contrastare il crescente potere di Papa Alessandro VI, all’anagrafe Rodrigo Borgia, soprannominato ” Lo Spagnolo“. Ezio viene a conoscenza dell’esistenza di “uno dei frutti dell’Eden”, la Mela, un oggetto quasi personificato capace di donare al suo possessore potere e conoscenza. Anche il Borgia viene collocato dall’autore nella frazione dei Templari e la lotta si sviluppa tra i due personaggi, Ezio e Rodrigo, ed ha come premio il possesso della Mela.

Le imprese del protagonista per arrivare alla vera testa dell’Idra vengono però interrotte da una parentesi imprevista: la Mela cade nelle mani di Girolamo Savonarola, monaco domenicano che a fine secolo profetizzò eventi catastrofici per Firenze dopo la cacciata dei Medici.

Nella trama, il successo delle sue teorie e il fanatismo che ne derivò è giustificato dal potere della Mela, che fino all’intervento della Confraternita degli Assassini, ha assicurato al frate egemonia incontrastata. Sottrattagli poi l’arma segreta, la paura di fine secolo e le imprese purificatrici pre-Giudizio Universale cessano, riportando i riflettori su Ezio e il vecchio patriarca della dinastia Borgia. Il primo libro della trilogia si conclude con la momentanea disfatta di quest’ultimo e una rivelazione per il protagonista: l’incontro mistico che avviene una volta in possesso della Mela e dello Scettro (altro frutto dell’Eden) mostra ad Ezio un’ampia panoramica sulla storia dell’umanità e della divinità ad essa associata, che dà un gusto naturalistico e umanistico alle vicende narrate.

Il messaggio è ostico, quasi privo di connessioni, e il secondo libro si apre proprio con una riflessione della Confraternita degli Assassini su esso. Come ben sappiamo, la dipartita di Rodrigo non segnò la caduta del dominio Borgia, anzi, per certi versi aprì le porte ad un più forte,crudele e determinato condottiero, il figlio proibito di un uomo obbligato alla castità: Cesare Borgia, il Valentino. Quest’ultimo si presenta come un avversario più tenace e più duro, di un cinismo ambivalente, affascinante e spaventoso, il cui carisma colpì anche Machiavelli (in modo quasi completamente fedele alla realtà, Bowden riporta l’ammirazione e l’ispirazione scatenata dalla figura del Borgia nel Machiavelli scrittore-diplomatico ed, eccezionalmente Assassino). La lotta è cruenta e sanguinosa e vede coinvolti anche altri personaggi, come Caterina Sforza, Signora di Forlì, alleata degli Assassini, Leonardo da Vinci, assunto dai Borgia ma segretamente amico e sostenitore della Causa opposta, Lucrezia Borgia, sorella e amante del Valentino, vittima ripetutamente violentata dal suo cinismo, Pietro Bembo, segreto amante di Lucrezia e molti altri. Il conflitto occupa tutto il secondo libro e dopo la sua risoluzione, l’autore abbandona l’Italia e trasferisce la scena in Oriente, nell’allora Costantinopoli, dove Ezio, aiutato dalla locale Confraternita degli Assassini, si trova a dover fronteggiare l’Ordine dei Templari per entrare in possesso delle cinque chiavi della biblioteca di Masyaf, che custodisce le memorie di Altaïr, primo Mentore degli Assassini.

È una storia di avventura, d’amore, di valori; un’epopea moderna vissuta in una storia passata e lontana, tra il vero e il non vero, che mi ha affascinato sin dal primo momento.

Consiglio la trilogia di Assassin’s Creed a chi ha voglia di fare un viaggio nella storia divertendosi, facendosi prendere dalla componente fantasy che allieta e alleggerisce la materia storica.

Chiara De Santo

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