Poesie di William Stabile

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Non porti domande 

Osserva la peonia 

Dolce cosciente 

assennata nell’ombra 

Fiore nel colore fissa l’amore 

Che ti fu negato e Joy 

Ferma adagiata al suo lato 

L’accarezza il pioppo  

Che sorride nel vento 

La maturità è tempo trascorso 

Alla sua ombra  

Non porti domande – fa come l’animale !  

Solo attendi 

Attendi che passi 

E osserva la peonia  

La peonia 

Peonie 

E poi… poesie 

I flourish in the shade 

Prova

i cuori si sfiorano solo per un attimo

poi cadono nelle miserie umane

anche questa infatuazione di vita è passata

alla finestra la notte stende tappeti di grilli

e il glicine è assennato immobile di notte

siamo sotto la pioggia come la prima volta.

**

Sempre – noi

mani, tra le mani intrecciate

sul ciglio dell’abisso 

cerchiamo un appiglio

sotto la foglia della vigna

il capo sulla zolla

il corpo tra i solchi -steso

fissiamo chiudersi grigio

il cielo di fronte a noi

trovare il capo del filo? che importa?

seppur così in fondo 

ancor benevolo è il cielo

Isola

“Caminhar caminhar…!

O deserto primeiro

O mar depois…”

Olavo Bilac

solitario ci appartiene 

il marciapiede

dove la radice emerge e 

spacca il selciato in cento vene 

mani di strega 

alla luce del lampione

il fruscio delle foglie 

del pioppo e dal balcone 

la luce tenue alla finestra

figura la famiglia 

intorno al tavolo

anche il sogno intellettuale

dell’isola svanì

relazioni cercavamo

tavoli a cui sedersi 

intorno a cui riunirsi

la strada è in salita

prevede gradi di resistenze

pruneti e melograni 

guardiani dell’individuazione

spazi di pace e sole

come radure di luce

il cuore cura larghe onde nere

su una zattera le cime

ben legata alle bitte 

una casa

camminare camminare…!

prima il deserto

poi il mare…

**

padre

hanno steso cemento dove 

sorgeva la vecchia masseria

la rosa non sboccia più

secca in un pugno di sangue

il prato strinato dal sole

il girasole difende ancora 

il confine del fondo

le stelle sfrigolano in cielo

i grilli concertano storie

il glicine resta assennato

immobile di notte

padre

non trovo la penna

e alle dita non scorrono

parole

il cuore è nudo 

muto in strada

il fiume carsico a fatica

si apre in noi

riconosciamo la lotta

cerca ancora ciò che non siamo

per quella incapacità di vivere

di chi accoglie versi

ed in occasioni

trova pace 

il grande sonno verrà

che fermi il bla bla bla di fondo!

padre

la casa ha crepe

sarà il caso quindi 

di studiare la resistenza

la vacca erra nel meleto

profilata al chiaro di luna

osserva di sbieco

indecisa al filo spinato

tutta in sé ha senso

intorno il resto di niente

per quanto tempo vivrai così?

la vita non è poesia

Aspettami*

Questa poesia è per ARB 
che mi ha indicato la rotta giusta.
E con amore alla sua storia personale.

Le labbra rosse erano 

erotici fiori di bouganvilla e 

baciavano il muro bianco di calce.

Il vecchio contatore era 

fermo da anni

sul muro sbrecciato. 

La sedia era accanto all’ingresso

dell’orto bruciato.

In fondo, la lamiera corrugata  

del capanno smarrito. 

Al di là, un pezzo di mare 

blu ondulato. 

Ascoltavo le palpebre dell’onde 

sfiorare la spiaggia, mentre lei 

-stesa nel letto del mare di lenzuola 

chiudeva gli occhi. 

Ora lo so – Grecia: non seppi scegliere 

tra lei e la strada.

Vidi fuochi in lontananza bruciare sui pendii 

e- nella mente- il suo volto invecchiare.

In strada, voci bianche si rincorrevano 

gridando: perimene perimene…*

Vengo via con te.

Kalami, Corfù, Ottobre 2009

Marina d’Albori

elementi di paradiso

il cuore ancora ritrova

a mezza costa

il merletto di una torre

il pino l’oleandro il cactus

in comunione d’intenti

a ricamo del senso 

un bimbo traccia traiettorie

indecise coi piedini tra le spume 

sulla sabbia

in alto sulla roccia butterata

l’acne dei fichi d’india.

William Stabile

6 risposte a “Poesie di William Stabile

  1. La vita ha bisogno di poesia.. E sicura mente William Stabile ha celebrato questo magic sentimento con L’arte poetica.
    Lui sa dare voce a L’anima..

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  2. Malinconia e ricerca, sono i tratti predominanti di questi racconti. Il poeta è smarrito e vaga sull’isola, chiama, quasi invoca. Lotta alla ricerca di ciò che non è, per quella “incapacità di vivere di chi accoglie versi ed in occasioni trova pace”. Amori perduti, lasciati svanire forse per quella paura di scegliere tra le e la strada.
    Eppure, quando sembra lontano da stesso, quando tutto sembra perdersi nell’oblio, eccolo lì il Glicine, fermo e assennato e immobile, che tutto domina e da’ pace e giustizia. Sono solo piccoli spunti, in realtà ogni verso meriterebbe lo svisceramento del pensiero.

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  3. I tuoi versi, specialmente quelli più datati, magari scritti in Grecia, mi riportano ad un tempo in cui viaggiavo tanto, esplorando: io leggevo te e tu me, e ci scambiavamo impressioni, raccontandoci i nostri disagi, rivelando le nostre aspirazioni, e sparando qualche cazzata. Provo un po’ di nostalgia.
    I miei passaggi preferiti:
    “per quanto tempo vivrai così?
    la vita non è poesia”,
    “i cuori si sfiorano solo per un attimo
    poi cadono nelle miserie umane
    anche questa infatuazione di vita è passata”,
    “il grande sonno verrà
    che fermi il bla bla bla di fondo!”

    Ciao Will!

    "Mi piace"

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