Partiture di pelle di Mattia Cattaneo


ASCOLTO E SILENZIO IN PARTITURE DI PELLE DI MATTIA CATTANEO

nota di lettura di Maria Allo

” io che parlo di poesia
e la cerco come un segugio,
una bestia da stanare
un petalo immaturo da crescere”
(p.44)

Scrive il poeta Bernard Noel:Colui che guarda entra nel silenzio e attraverso il silenzio entra nell’immagine e ancora Goethe: “colui che nel silenzio si guarda attorno impara come l’amore edifica”. Così Mattia Cattaneo, in linea con la coerenza sommessa, ferma e sofferta della sua personalità, rimanda alla lezione di entrambi e con immagini in cui riaffiorano i ricordi, in un intrecciarsi di sogno e coscienza e in un continuo fluire tra presente e passato, ha voluto esprimere il fatto che l’esperienza del Sé riconosce nella sua essenza più profonda l’Io che la vive, il sentirsi dentro il fluire della vita: “ho preso il tuo nome/ per scrivere questo mio vagabondare” (p.17). Assume una funzione importante dunque il silenzio mediante i sensi della vista e dell’udito “Ascolto/ e sento/ il senso del disagio/ che piomba/ con apocalittico grido funesto/ vorrei vivere/ nel mio viso accanto/ al tuo/ e dimenticarmi/ di che colore è la tristezza” (p.28). I versi, brevi o brevissimi, finiscono talvolta per coincidere in una sola parola, che viene pertanto isolata ed esaltata nel suo valore e i brevi sintagmi significativi consentono di esaltare effetti fonosimbolici quali la successione anaforica di suoni cupi in u e in o alternata alla successione in suoni chiari in e ”ancheggia/ nella sua nudità/ trascinando / venti brutali, / bruciori agli occhi/ la scrittura che mi salva/ in questo vuoto/ non così vuoto/ è il mio braccio d’edera” (p.18). Si dilatano, le pause nella lettura in modo da creare il vuoto intorno che resta costantemente aperto a lei. La parola di Mattia si carica di suggestioni nuove, diventa il cardine del messaggio poetico non solo per il suo significato, ma anche per le risonanze interiori che nei momenti di dolore e di smarrimento, quando nulla contiene il dolore, appare con la necessità di trovare un varco: “vorrei condurti/ dalle voragini della poesia/ non più paese abbandonato/ ma alba su un borgo/ che fa piccole le stelle/ spighe bionde fiammanti””. (p.21). Lo slancio di Mattia porta in sé un desiderio di innovazione e di conoscenza che si discosta dal noto e il nuovo nasce da questa ineludibile e sofferta passione e dal desiderio di pienezza e apertura agli orizzonti della creatività che, come Francois Cheng sostiene, percepisce ogni essere di tendere alla pienezza della propria presenza nel mondo. In Cattaneo il motivo costante della persistenza del dolore nella memoria torna a esistere nel linguaggio, nel ritmo di un verso, nell’immaginazione che occorre per ricomporre i frammenti che portano in sé il proprio divenire in un’unità significativa e, in una continua ricerca di conoscenza e di esplorazione della vita stessa, del continuo mettere in gioco se stessi, così torna e ascolta voci, odora profumi che salgono dai corpi perduti e per un istante ritrovati : “qui /non sono mai stato/ eppure ti chiamo casa/ da queste persiane/ intrise / di memoria sensoriale/ luoghi/ che sanno / come bruciare la sete” (p.40) o “spalanco porte/ dalla casa materna/ per appoggiarvi la fronte” (p. 32). Emblematico il titolo, parte integrante dell’opera di Mattia Cattaneo: allude e testimonia la tragedia che si consuma davanti ai suoi occhi, non fornisce risposte razionali alle continue prove di dolore che attanagliano l’esistenza delle persone, ma rivela lo stato di incertezza che accompagna tutti nella vita lungo l’esile linea del presente, l’unica della quale possiamo disporre. La chiusa del testo finale conferisce un andamento circolare al percorso dell’autore e per questo caricato di un ruolo chiave, nei versi iniziali ”passo/ tra le tue vertebre:/chiavi che aprono cammini” e nei versi conclusivi sembra pacificarsi e rischiararsi la sofferenza di quei ”cocci di vetro conficcati nel dolore di pelle vissuta” come dice Maria Concetta Giorgi nella prefazione, ”da qualsiasi galleria distratta / è lo specchio di fronte al mio:/ cade il silenzio/ tra partiture di pelle”. La forza della poesia, considerata da Mattia Cattaneo, spazio di libertà, grazie al quale l’uomo può determinare la propria esistenza, secondo quanto lo stesso ha dichiarato in un’intervista, a cura di Grazia Calanna, su L’Estroverso: “Il linguaggio e la Parola mi sono sempre state d’aiuto così come la poesia che mi è midollo e ossa, scheletro di tutte le parole, quelle piccole parole a cui cerco di dare vita” difende bene la sua idea di poesia come sguardo lucido sulla realtà e la sua ricerca umana e artistica.

Maria Allo

p.28

ascolto
e sento
il senso del disagio
che piomba
con apocalittico grido funesto
vorrei vivere
nel mio viso accanto
al tuo
e dimenticarmi
di che colore è la tristezza

***

p.37

mi lascio dire
da questo
canto
che smentisce,
imbavaglia le tempie,
batte il vento
con le sue ossa
in questo luogo
che non è spazio
dico ciò che non è
ma conosco

***

p. 40

qui
non sono mai stato
eppure ti chiamo casa
da queste persiane
intrise
di memoria sensoriale
luoghi
che sanno
come bruciare la sete

***

p. 46

sui precipizi
la mia fuga
da un deserto senza peso
fino alla fine
ho visto fiumi stringersi
da schegge di pianura
cieli alcolizzati
che fanno l’amore a sera
tirando al molo nuvole asciutte
resto
affacciato ad un balcone
per capire meglio
il senso reincarnato dei muri
un treno in ritardo
da una qualsiasi galleria distratta
è lo specchio di fronte al mio:
cade il silenzio
tra partiture di pelle.


Nato a Trescore Balneario (BG) il 31-07-1988, Mattia Cattaneo abita a Treviolo (BG) ed è laureato in Scienze della comunicazione. Lavora come assistente educatore presso una cooperativa. Ha tenuto alcuni laboratori teatrali per le scuole primarie. Collabora con l’attore e poeta Carlo: i due nel Novembre 2019 hanno dato vita alla loro associazione artistico-teatrale “Architetti delle Parole” portando in scena varie letture teatrali; pubblica qualche piccola raccolta di poesie tra il 2016 e il 2019 e due romanzi nel 2018 e 2019,” E le stelle brillano ancora” e “Dove sento il cuore”. Gestisce il blog e il gruppo Facebook “Circolare Poesia” realizzando di tanto in tanto alcune dirette nel quale legge le poesie di autori contemporanei. Realizza la trasmissione radiofonica “Vento d’emozioni” dedicata alla poesia sull’emittente bergamasca Pienneradio. L’ultimo suo lavoro è la raccolta poetica “Partiture di pelle” edita da Architetti delle Parole.

Riferimento web: https://www.wikipoesia.it/wiki/Mattia_Cattaneo

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