Una poesia inedita di Marina Minet

fotografia di man ray

Lande

Vi è stato un tempo in cui le mani
mi cadevano sui fogli
e nelle mura del pensiero si posavano colonna
scrivendo delle nubi che mi erano vicine
nelle diverse frane del destino.
E io le amavo, le amavo e le temevo
come si teme il cielo che in noi dimora presto
disperso dalla polvere dei passi
su prove da risolvere in ginocchio

ma mai arretravo crescendo in schiavitù
né ambivo a rifugiare sulla terra
coperta da licheni duraturi.
Credevo ai cuori altissimi, al vero sempre certo
scandito dalle labbra dei passanti
e mi chiedevo quando avrei servito l’assoluto
lucente e prodigioso persino nelle eclissi.
Eppure quella valle scolpiva già la storia –
oltre le magre lande, dove le sabbie in fiore
– ignara del diluvio che è nell’ uomo

Marina Minet, 1 novembre 2022

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2 risposte a “Una poesia inedita di Marina Minet

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