RECENSIONI/ Olivia Denaro di Viola Ardone

UNA RECENSIONE DI ANTONELLA MALVESTITI

“OLIVA DENARO” di Viola Ardone – Einaudi 2021

La protagonista di questo romanzo è Oliva, una quindicenne che vive in un paesino della Sicilia negli anni sessanta.

Sorella gemella di Cosimino, Oliva cresce prendendo coscienza delle differenza tra maschio e femmina sin da bambina: “ A nove anni lui aveva imparato a fischiare, mentre io  sapevo farmi la coda, sia bassa che alta. …A ormai quindici, lui può fare molte cose più di me…parlare con le femmine e con i maschi, bere un bicchiere di vino , mettere i pantaloni corti …dire parolacce, sputare… Mia madre tra noi due, preferisce Cosimino…”

Ma il fulcro su cui si impianterà tutta la storia, arriva già dalle primissime parole dell’incipit:

“LA FEMMINA È UNA BROCCA: CHI LA ROMPE SE LA PIGLIA, così diceva mia madre.”

Oliva cresce in un ambiente familiare in cui le donne sono discriminate e convinte di dover rimanere al loro posto, quello assegnato dagli uomini. Oliva vive in una società del Sud che amplificava certe distinzioni, anche se qualche vento di cambiamento, già dagli anni ’60, si cominciava a percepire, grazie ai primi gruppi di sinistra che iniziavano a formarsi e a riunirsi. “Mica l’unico mestiere della femmina è il servizio” …le disse un giorno la sua amica Liliana.

“La deputata in Parlamento vado a fare, come Nilde Iotti…Dice mio padre che il cambiamento deve partire proprio da noi donne del Sud, perchè ci hanno insegnato per secoli a stare in silenzio e adesso dobbiamo imparare a fare rumore….

”Una femmina che fa rumore non è seria…” dice Oliva.

Lei vive la sua adolescenza tra le regole più o meno tacitamente imposte dalla madre,  l’obbedienza alle tradizioni e al buon comportamento che una femmina deve tenere, e le contraddizioni, così almeno le vive lei, che le giungono da alcuni personaggi esterni alla sua famiglia.

Il suo contrapporsi silenzioso e molto interiore alle costrizioni di quel “SINGOLARE FEMMINILE” che lei non trova mai e  in cui la Ardone esprime il suo pensiero rispetto alla condizione della donna.

“ Maestra, la donna singolare non esiste. Se è in casa è con i figli, se esce va in chiesa o al mercato o ai funerali …e se non ci sono femmine, ci deve stare un maschio che la accompagna. IO UNA DONNA FEMMINILE SINGOLARE NON L’HO VISTA MAI.”

Oliva cresce in un mondo di contraddizioni che lei vive sulla sua pelle fino al giorno in cui subirà un abuso da parte di un “maschio” del paese e prenderà coscienza della possibilità di scelta tra il silenzio e la denuncia.

Interviene a questo punto la figura paterna che si distacca da quelle maschili che da sempre avevano circondato Oliva e che la sosterrà e la difenderà.

Un romanzo in cui la narrazione diventa  Storia, e in cui troviamo quell’universalità di cui abbiamo tanto bisogno per identificarci nelle storie e riuscire a farle nostre per confrontarci.

Un linguaggio efficace e diretto, una storia che sembra narrata fuori da una collocazione temporale definita, appunto universalmente reale e purtroppo ancora attualissima.

Antonella Malvestiti

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Una risposta a “RECENSIONI/ Olivia Denaro di Viola Ardone

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