SCRITTORI & SCRITTURA – Incontro con Margherita Rimi [17]

Viaggio dentro i ‘paesaggi interiori’ di 20 scrittori italiani
(rubrica settimanale a cura di M.P. Ciancio – XVII appuntamento) 

rimi
Scrivere è un atto solitario, intimo e privato. Ci vuoi raccontare che significato ha per te la ‘parola scritta’ e come vivi il rapporto della scrittura con l’altro e il mondo esterno?

Margherita Rimi è la nostra ospite della settimana e ci racconta la sua esperienza sulla scrittura così:

Un contenimento dell’infinito, la percezione della sua imperfezione. Contatto con il vuoto nella pienezza di essere.
Scacco all’ambiguità del “pieno” della conoscenza. Coraggio. Capacità di non capire.
Un rapporto faticoso con la parola, esperire di inadeguatezza, di insufficienza di linguaggio e silenzio.
Una vertigine di connessione, di squilibrio tra parola e tacere.
Un movimento che si fa acqua, suono che si allontana e si rincorre, si lascia andare e si avvicina. Non si tocca. Non si conosce. Si fa accarezzare. Lascia avvenire, da una parola all’altra, il salto, lo sgomento, lo svuotamento del nulla, la traccia mancante.
Accecamento che non trova cecità. Da dove arriva. Da dove non esiste dà esistenza. Oscurità che si dimena, scintilla per errore.

Questa corsa verso la parola, nella fatica dello scavo, che poi non è mai come la vorremmo trapassata dalla follia dallo sconcerto di andare oltre se stessa.

Dove non potevo cercarti

Dove io
non potevo
cercarti
mi aggrappavo
ai miei capelli
dondolando
Troppo sola
e nascosta
per conoscerti.

***

Ascolto parole

Non so per cosa
mi raccontano

Per cosa vengono
per cosa
se ne vanno.

[dicembre, 2008]

NOTA
Margherita Rimi è nata a Prizzi (PA) risiede in provincia di Agrigento.
Laureata in Medicina presso l’Università di Palermo, svolge l’attività di Neuropsichiatra Infantile.
Ha pubblicato le raccolte poetiche:
-Traccia d’interiorità, Cultura Duemila Editrice,Ragusa1990
-Per non inventarmi,Kepos, Castelvetrano-Palermo 2002, prefazione di Marilena Renda,nota di Nuccio Mula
La cura degli assenti, LietoColle, Faloppio 2007, prefazione di Maurizio Cucchi
E’ presente nelle antologie:
-Il segreto delle fragole, Poetico diario 2008, LietoColle 2007
-Il Volto dell’altro. Itinerari tra alterità e scrittura, Kepos, Castelvetrano-Palermo 2001
-Rimata, Battei, Parma 2002
-Navigando nelle parole – Vol. 9, Edizioni Il Filo,Roma 2004
-Tanto gentile e tanto onesta pare, Book Editore 2004
-La biblioteca dell’inedito 2004, Antologia Multimediale in CD ROM, Edizioni Il Filo,Roma 2004.
-Presente in Contributi per la Storia della Letteratura Italiana- Il secondo novecento, tomo III, Guido Miano Editore, Milano 2004.
Alcuni testi ed interventi critici sulla sua scrittura sono apparsi su riviste e su siti web.

(foto in alto, Margherita Rimi)

16 risposte a “SCRITTORI & SCRITTURA – Incontro con Margherita Rimi [17]

  1. Discorso umile e profondo. Margherita auspica il raggiungimento di una ardita capacità: quella di non capire. Registra l’inadeguatezza sia del linguaggio che del silenzio, eppure, con sofferenza, eccola donarci due suoi inediti, recenti e pienamente in tema: l’impossibilità di conoscere dislocazioni e ragioni, l’insufficienza delle parole (“Non so…per cosa vengono/ per cosa/ se ne vanno”).
    Grazie dunque a Margherita per averci detto così bene quello che non può dirci.
    Antonio

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  2. ” Un contenimento dell’infinito, la percezione della sua imperfezione
    Contatto con il vuoto nella pienezza di essere.”- M.R.

    G. Benn scrive:

    Una parola, una frase-: dai segni emerge
    vita infine compresa, un senso inatteso,
    tacciono le sfere, il moto del sole è sospeso
    e tutto in essa converge.

    Una parola- un fuoco, un volo, un luccichio,
    un getto di fiamma, una stella cadente-
    poi di nuovo il buio, pervadente,
    nel vuoto spazio che attornia Mondo e Io.

    Credo che ci sia, in questa visione, quell’imperfezione di cui parla Margherira Rimi, quella perfezione del punto, inteso come elemento senza misura, poichè incapace di as-segnarsela e assegnarla ad ogni altra entità se non ipotizzando, se non attraverso teo-remi, con cui attraversare l’ignoranza,e per questo punto, dalla sofferenza, da quel buio e addirittura dalla follia che gli fa sperare di sapere, prima o poi, persino l’eternità, parola che resta solo questo appunto, anch’essa mai sperimentata se non nella molteplicità dei tanti, uomini, dunque mortali,ed è quindi sinonimo di diversità (non per questo infinita)ma basta per scaraventarci in ambiti diversi da quelli in cui l’altra parola ci vorrebbe trasportare o immergere,facendo il vuoto, un vuoto che il corpo non riesce a sperimentare ma di cui ha es-perienza e per cui prova dolore. Forme, allora, tutte sono forme e impronte in cui possiamo perderci,in una specie di vertigine che si moltiplica in riflessi, mille e mille altre volte ripetuta negli specchi di una immagine cor-rotta dove ritrovarci, così, ancora sconosciuti.
    Grazie a Margherita Rimi per aver cercato di portare alla luce le arche-logie dei suoi percorsi, nel buio dei suoi pozzi di scavo. Ancora una volta grazie a Maria Pina Ciancio per avercene permesso la condivisione.fernirosso

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  3. conosco la scrittura delicatamente forte di margherita rimi da quanto ho frequentazioni su viadelle e la trovo sempre acuta e densa di significati oltre la poesia stessa.. e, dopo questi tuoi incontri, mariapia non ti sembra che se ne possa fare un qualcosa di più.. insomma un progetto ambizioso nella semplicità..
    r.m. che coglie occasione per augurare a margherita, a maria pina e a tutte-i un nuovo anno ideativo
    r.m.

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  4. Coraggio,Capacità di non capire.
    Queste parole,in paarticolare, di tutto il breve e intenso scritto di Margherita, mi dicono qualcosa che ritrovo in me. Coraggio di guardarssi dentro e di guardare il mondo con un sguardo puro e generoso, mai avido perchè non cerca di ca(r)pire ma di sentire e di far sentire agli altri il mondo con anima e corpo.
    Un saluto e un augurio di buon Natale a Margherita e a Mapi, Lucianna

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  5. Carissima Margherita,

    mi ritrovo in questi tuoi lampi:
    -Scacco all’ambiguità del “pieno” della conoscenza.
    -Coraggio.
    -Capacità di non capire.
    -insufficienza di linguaggio e silenzio.
    -squilibrio tra parola e tacere.
    Un movimento che si fa acqua, suono che si allontana e si rincorre, si lascia andare e si avvicina. Non si tocca. Non si conosce. Si fa accarezzare. Lascia avvenire, da una parola all’altra, il salto, lo sgomento, lo svuotamento del nulla, la traccia mancante.
    -Da dove non esiste dà esistenza.
    -Oscurità che si dimena,
    -scintilla per errore.
    – fatica dello scavo, che poi non è mai come la vorremmo trapassata dalla follia dallo sconcerto di andare oltre se stessa.

    E ti ritrovo nei versi, essenziali, di questi tuoi inediti, nella intensità e sospensione metafisica; ma anche, nel secondo testo, nel loro farsi metapoesia.

    Un grande, caro abbraccio.

    Giovanni

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  6. Mi fermo su questo passo di Margherita sul significato, nello specifico della scrittura poetica che svela il non detto, quello che solo in versi ha voce, e che pur tuttavia rimane un mistero ..ha valore di compiutezza?
    Dubbio da cui muove la penna che nel fissato della parola fomenta nuovi quesiti.
    Grazie

    Auguro a tutti voi Buone Feste e un prospero Anno Nuovo con un abbraccio alla padrona di casa Mapi
    Rina

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  7. Ha detto bene Nuscis: “lampi” sospesi a creare nel cielo elettrico del pensiero una visione poetica in coerenza con la pratica di scrittura della Rimi. La lucidità di un limite dal quale possono scoccare, quasi senza intenzionalità,delle parole rivelatrici di sensi “dormienti”(Mi viene in mente la pratica dell'”arciere Zen”).Questo lo ritrovo nelle poesie meglio riuscite di Margherita Rimi, di cui le due sopra riportate e che già conoscevo sono solo un esempio.Complimenti per la scelta.

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  8. Margherita racconta la sua esperienza “archeologica” di scrittura [come scavo e fatica] la vertigine, la perdita di equilibrio che comporta il viaggio dentro la parola, *territorio* cantraddittorio, sfuggente e proprio per questo affascinante e misterioso.
    La scrittura può esserci, sfuggirci, nascere rinascere mille volte (proprio come accade a noi), contenerci come un figlio o sbatterci alla deriva come un nemico…

    Grazie cara Margherita e grazie a tutti gli amici che sono passati e hanno colto, ‘ascoltandoti’, lo spirito e il senso del tuo intervento.

    Un abbraccio con gli auguri di un felice Natale a tutti voi

    A presto Mapi

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  9. Devo dire che quando ho ricevuto l’invito di Mapi volevo presentare qualcosa di più “ragionato” ma la poesia ancora una volta mi ha portato verso quello che ho scritto,mentre cercavo di farle e farmi domande.
    Ringrazio Mapi per questa possibilità di incontrare ed incontrarsi, di riflettere. Per la sua discreta e cortese ospitalità.
    E poi…ringrazio
    *Antonio che sintetizza le diverse interazioni cogliendo un senso unitario.
    *Ferni per la sua fantasia-ragionante nell’ alternarsi di imperfezione ed eternità, per quelle intese tra corpo e vuoto. Per quei salti ancora sconosciuti della comprensione.
    *Roberto per il coraggio di sapere andare oltre… la stessa poesia.
    *Lucianna che coglie quella purezza,quella innocenza del sentire con cui accostarsi alle cose del mondo.
    *Gianni che mi emoziona per la sua sintonia ai miei lampi. Profonda reciprocità.
    *Rina che sottolinea quel “qualcosa” che solo in versi prende voce e in nessuna altra scrittura se non quella della poesia. Ed è compiutezza- incompiuta in quel bel punto interrogativo.
    *Antonio Pibiri colta quella zona di lucidità complessa e rivelatrice, spesso non rintracciabile da cui quell’arco si muove da cui scoccano gli infiniti movimenti… le infinite direzioni.
    …E *Mapi ancora in quella perdita di equilibrio in cui ci porta e ci seduce la parola ed il suo silenzio.
    Ancora grazie a tutti voi. Vi auguro tanta serenità per il Natale, tanta voglia di desideri ancora…per il nuovo Anno.
    margheritarimi

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  10. Ho il privilegio di conoscere di persona Margherita Rimi da alcuni anni e sovente nel trapanese, nel palermitano, nell’agrigentino siamo stati assieme in occasione di raduni, recital, premi eccetera; e lì … chilometriche, vibranti chiacchierate sull’essere del poeta e della poesia, sul se e come e perchè farla (ma anche sul come assolutamente non farla) e promuoverla.
    Ebbene, la consapevolezza della “imperfezione”, il “rapporto faticoso con la parola”, lo “squilibrio tra parola e tacere”, la “fatica dello scavo”, lo “sconcerto di andare oltre se stessa”, cui Margherita accenna nel breve suo intervento iniziale, e aggiungerei, quanto alla portata fisica, l’apparente frammentazione, incompiutezza, fragilità del dettato, le escursioni ironiche e auto-ironiche, non sono in lei “atteggiamenti”, bensì liricamente somatizzano il suo sentire, schizzano la dimensione esistenziale di lei quale Autrice e, come tanti di noi, individuo costretto in questa società, segnano nella odierna difficoltà di rapportarsi col “mondo” la sua (e la nostra) vita, al punto che lei non può, Franco Fortini docet, che “trasformare in coscienza la più gran parte possibile di esperienza”, trasferire ovvero il tutto nel suo canto. Gli esiti, e Margherita lo sa, si prestano alla “oscurità che si dimena”; ma a questo punto la mano è già passata a noi lettori.
    Cordiali saluti e AUGURI a tutti, Marco Scalabrino.

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  11. “Una vertigine di connessione, di squilibrio tra parola e tacere.” Lucidissima testimonianza di una consapevolezza di incapacità di esprimere fino in fondo il “nodo” della percezione, “la traccia mancante”, suggellata dai bellissimi versi che si fermano davanti ai confini del dicibile, come… in ascolto del vuoto. Parla a nome di molti, Margherita, ma con l’onestà intellettuale ed il coraggio di pochi. Complimenti.
    francesco

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  12. Caro Marco sono io che ho l’onore ed il piacere di averti conosciuto.
    Dei lunghi nostri percorsi attraverso questa
    misteriosa “creatura”che ci mette costantemente alla prova della verità del dubbio e della coscienza e che ha anche dato forza alla nostra amicizia, che altro dire…un percorso umano e generoso che hai sintetizzato nel tuo intervento che ci ha uniti nella consapevolezza di un senso alla vita.
    Grazie
    margheritarimi

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  13. Francesco sento nelle tue parole la stessa lucida certezza di chi è in ascolto dentro quel confine che ci sgomenta fino in fondo…quel frastornante “nodo della percezione” di cui scrivi, viaggio di righe mancanti.
    Ti ringrazio
    margheritarimi

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