15. “Per amore del cielo”: la poesia sincera e disarmante di Bobo Rondelli

© RUBRICA “SGUARDI E ASCOLTI DAL MONDO” a cura di M. Lizzadro

Conoscevo già Bobo Rondelli e le sue opere con gli Ottavo Padiglione, ma per amor del vero non è che mi entusiasmassero più di tanto. Quindi quando mi son avvicinato per la prima volta a questo “Per amor del cielo”, uscito recentemente credo a maggio del 2009, lo stavo facendo col pregiudizio di chi crede di conoscere già una cosa. E mi sbagliavo, eccome se mi sbagliavo: infatti questo disco è straordinario, un capolavoro, musica e poesia incastonate alla perfezione e ottimamente amalgamate.
“Viaggio ad autunno” apre il disco, note dal pianoforte, lasciano immediatamente spazio alla voce che ci rende partecipi di un senso di nostalgia per un passato che non torna più. Toccante è “Per amor del cielo”, il secondo brano che alterna suoni acustici ad un assolo elettrico di chitarra, note e parole per descrivere una situazione di amore disperato. “Soffio d’angelo” è una specie di ninna nanna tragica e straziante al contempo che narra di morte. “Marmellata”, introdotta dal fischio dello stesso Rondelli è ancora una volta uno sguardo sereno all’indietro, alla giovinezza in cui l’effetto della musica è quello di regalare un bel momento all’ascoltatore, con la musica arricchita da diversi strumenti. “Madame Sitrì” tocca il tema eterno della guerra, facendolo però attraverso gli occhi di Madame Sitrì maitresse di un bordello di Livorno attraverso cui passano, si fermano diversi soldati, con un finale estremamente toccante col suono di un violino e del sassofono. “Mia dolce anima” invece è un viaggio dentro all’anima con versi misurati ed ermetici. suonata con grande discrezione, costruita ed intessuta intorno al suono di un vibrafono. Segue una poesia di Gianni Rodari intitolata “Il cielo è di tutti”, musicata per l’occasione da Bobo Rondelli, che è una riflessione sull’eterna stupidità dell’uomo e che si conclude dando in un certo senso sfogo ad una specie di rabbia. In “Licantropi” subito dopo vien fuori tutta la vena romantica di Bobo Rondelli, in questa canzone d’amore strappa lacrime, con parole che qualunque persona amerebbe sentirsi dire almeno una volta nella vita. Nella conclusiva “Niente più di questo, l’amore”, musica e parole hanno il dono di saper essere un miracolo, ancor più dolce e commovente della precedente canzone, solo voce e pianoforte. Questa canzone è un inno, un ringraziamento, un’estasi nei confronti delle proprie creature e di colei che le ha generate senza, però tralasciare un ironico spiraglio finale in cui forse riemerge l’altro Bobo Rondelli, quello dei lavori precedenti insieme al gruppo Ottavo Padiglione, ma tutto sommato questo disco è poetico, tenero e dotato di una sincerità disarmante tali che personalmente me ne innamoro sempre di più, ascolto dopo ascolto.

Bobo Rondelli è nato il 18 marzo 1963 a Livorno, città che farà da musa ispiratrice a tutta la sua carriera artistica, dal 1992 suona in varie cover band, per poi formare un gruppo proprio con cui suonare pezzi inediti e dare spazio a quell’esuberante creatività che costituirà la cifra stilistica di tutto il suo lavoro. Gli Ottavo Padiglione (reparto di psichiatria dell’ospedale civile di Livorno) è il nome della band: da subito riscuotono un discreto successo anche fuori dalla Toscana, soprattutto grazie ai testi di Bobo, introspettivi e ironici, folkloristici ma concretamente legati all’oggi che racchiudono i tanti spaccati di quella cultura toscana un po’ cinica ma altrettanto spassionata. Il risultato è il singolo intitolato “Ho Picchiato La Testa” che vende 30.000 copie. La vita artistica degli Ottavo Padiglione prosegue con altri due dischi pubblicati fino al 1999-2000, quando la band si scioglie e Bobo inizia la sua carriera solista. Nel 2001 esce “Figli Del Nulla”, seguito un anno dopo da “Disperati, Intellettuali, Ubriaconi”, prodotto da Stefano Bollani. Per la critica si tratta di un autentico capolavoro. La stampa ne parla con toni lodevoli accompagnando Stefano Bollani alla vittoria, nel 2001, del Premio Ciampi per il miglior arrangiamento. Negli anni successivi esce una raccolta degli Ottavo Padiglione e Bobo si dà alle colonne sonore di film quali “Sud Side Story”, di cui è il protagonista, e “Andata E Ritorno” di Alessandro Paci. Dopo un lungo periodo di silenzio, quest’anno è uscito “Per amor del cielo”. Ed ecco i musicisti che hanno contribuito alla creazione di questo disco, musica e poesia sincere e disarmanti: Bobo Rondelli: voce, chitarra acustica, chitarra ottava, sinth, Fabio Marchiori: pianoforte, farfisa, piano elettrico, Simone Padovani: cajon, batteria e percussioni, Filippo Gatti: chitarra acustica, basso elettrico, Dimitri Espinosa: sassofono e strumenti a fiato, Steve Lunardi: violino, Francesco Gatti: chitarra elettrica e Cristiano De Fabritiis: vibrafono.

Mariano Lizzadro

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