Poesia contemporanea. Vincenzo D’Alessio

Vincenzo D'Alessio (a destra)

a destra, Vincenzo D’Alessio

“Si sente in questi versi di Vincenzo D’Alessio (Solofra, 1950) la capacità di uno sguardo che sa accogliere luci e ombre di un Sud lacerato e stanco. Stanco di povertà, di miserie, di abusi, di partenze. La sofferenza è tutta dentro. E’ rabbia che non respinge, ma osserva, ascolta. Scava e accoglie dolorosa il tutto, l’esistere, la speranza e il sogno che rimane. Sempre. Con la forza della fede e con amore.” (Maria Pina Ciancio)

 Alcune poesie tratte dalla silloge breve “La tristezza del tempo”:

$ 1.
Siamo stanchi di questa terra
che partorisce vipere al suono di campane
protegge chi ignora l’uomo
segue feroce solo il pane.
C’è vita nelle stelle e nel pensiero
più avanti dei morsi del veleno.
I filosofi si dissetano nelle ore di Elea
dove Poseidone non muore.

$ 6.
Una casa alta vorrei
sul ciliegio, la porta
la finestra, il tetto di paglia
vedrei le stelle di notte
di giorno il sereno
se piove aspetterei l’arcobaleno.
Quante bugie direi
per vivere dove sei

$ 11.
Sento i giorni che
si accampano oltre le mura
dei vivi, geme d’angoscia il corpo
svela ombre di spine.
Alessandro, la povertà
non giova alla bella penna
il fluire del denaro mette
il bavaglio al vero talento.
Sento tutto il tormento
dell’uomo: la sua mente

$ 13.
La più bella vita
quella trascorsa
in seno a te, Amore grande,
è volata nell’azzurro
cobalto, aquilone nel sole:
pazzo, vigoroso, con ali
di falco brividi di rondini.
Occhi nel vento quieto
accarezzare monti verde
smeraldo riflessi nel mare
aurorale dei miti:
la vita sembrava infinita,
infinita!

$ 16.
Abbiamo tutti l’emigrazione
nel cuore, grande quanto l’oceano
attraversato dai vascelli della speranza
le lacrime lasciate nelle onde
sono note che il vento trasforma
in canti. Ho navigato non poco
nel corpo dei miei avi, nel labirinto
di assenze e di sventure, figli
lasciati a vivere lontani.
Abbiamo tutti un’anima
in fondo a questo mare
chiama nel luccichio dei bagliori
duole, eppure fa sognare

$ 17.
Hai visto la luna dei poveri?
È così bianca, così vuota
non scalda, si spinge tra
il buio e le nuvole raccoglie
il gelo delle notti.
Quanti giri nel cielo compie
la luna prima che venga
il sole a illuminare le sventure

in “La tristezza del tempo” in Autori Vari, Emozioni in marcia, Fara editore 2014 (pp 349-356)
Silloge selezionata al Concorso “Pubblica con Noi” 2015

Emozioni in marcia libro

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