Autritratto poetico di Pierino Gallo

[XIX] –Rubrica “Profili” a cura di M. P. Ciancio

foglio poetico a cura dell’autore


Stanca la mente
l’eco dei gabbiani
e delle capinere
foderate
a lutto.
L’albero indenne
intanto
trama la sfera
della tua paura.
Sono lieto
o mio nettare sacro,
respiro l’odore
del Tempo
e non vivo che te,
dinoccolante figlio
degli Dei.
Stanca
la aggroviglio ai rami
che si intrecciano
e ripetono
la linfa della terra.
La guerra
che combatto
contro il legno
della tua armatura
scende verso quel tronco
e ne assottiglia il fusto
millenario.
Nel mio eterno inventario
un braccio pende giù
per afferrarti.
Stanca
la poso infine
alla radice
affinché leghi
all’humus.
Fendendo le tue chiome
per lasciarti,
diffondo
gocce di pioggia
su dal cielo.

Pierino Gallo, Inedita

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5 risposte a “Autritratto poetico di Pierino Gallo

  1. ti ringrazio di cuore Roberto. Il tentativo è di far interagire il più possibile i codici in una sorta di poesia che sia anche intersemiotica. Il senso del verso, dunque, non si esaurisce – come insegnano Queneau e Apollinaire – con la forma verbale, si spalma bensì su ogni segno che riempie la pagina, che sia esso geometrico o amorfo…

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